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Sophie, dirigente di successo nel settore farmaceutico, si lascia trascinare in una relazione ossessiva con un uomo più giovane. Quello che comincia come un gioco di seduzione senza conseguenze si trasforma rapidamente in una spirale di possesso e pericolo.
Diretto da Justin Kelly, regista che aveva già esplorato dinamiche di desiderio e controllo in film come I Am Michael, Pretty Thing segna il ritorno di Alicia Silverstone in un ruolo apertamente sensuale dopo anni lontana da territori simili. L'attrice interpreta Sophie, una dirigente farmaceutica che intraprende una relazione ossessiva con un uomo più giovane, Elliot, interpretato da Karl Glusman, in un classico schema da thriller erotico anni novanta rivisitato con sensibilità contemporanea, qui con i ruoli di genere invertiti rispetto alla tradizione del filone. Il film, uscito nelle sale e in digitale il 4 luglio 2025, è stato accolto con recensioni caute dalla critica specializzata, che ne ha apprezzato il tentativo di aggiornare il genere ma ne ha criticato la scrittura non sempre all'altezza delle ambizioni, con un giudizio di due stelle e mezzo su cinque da parte di più testate indipendenti.
Resta comunque interessante l'operazione di ribaltamento di prospettiva, con una protagonista femminile che detiene il potere economico e sociale nella relazione, un'inversione che ricorda direttamente Attrazione fatale ma raccontata dal punto di vista di lei. Silverstone porta al ruolo una vulnerabilità inaspettata, capace di rendere credibile la lenta trasformazione di Sophie da donna in controllo a vittima della propria ossessione. Pur non essendo un capolavoro, Pretty Thing dimostra che il pubblico nostalgico del thriller erotico da sala anni novanta è ancora vivo e vegeto, e pronto ad accogliere nuove varianti del genere.
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