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Dopo un incontro travolgente a una festa in maschera, il fotografo David si sveglia nel corpo della donna con cui ha appena trascorso la notte. Un thriller sull'identità e sul desiderio che usa il corpo a corpo come punto di partenza per un'indagine sull'attrazione e sullo sguardo dell'altro.
Presentato in concorso al Festival di Cannes 2026, L'Inconnue segna il ritorno alla regia di Arthur Harari dopo il successo di Anatomia di una caduta, di cui era co-sceneggiatore. Il film, con Léa Seydoux e Niels Schneider, parte da una premessa audace, un rapporto sessuale che innesca uno scambio di corpi tra i due amanti, per costruire una riflessione sull'identità di genere, il desiderio e lo sguardo che si posa sul corpo altrui. La critica lo ha definito uno dei titoli più divisivi della Croisette, tra chi ha lodato la lucidità concettuale con cui Harari trasforma un espediente fantastico in una meditazione sull'intimità, e chi lo ha trovato eccessivamente criptico.
com ha sottolineato come il film riesca a essere insieme inquietante e stranamente commovente, capace di generare un senso di disagio crescente che non abbandona lo spettatore fino ai titoli di coda. Distribuito da Neon negli Stati Uniti, da Pathé in Francia dal 26 agosto 2026 e da Adler Entertainment in Italia col titolo La sconosciuta, il film non mostra mai la sessualità in modo esplicito, ma la usa come chiave di volta narrativa, il momento dell'intimità fisica diventa la soglia attraverso cui i personaggi perdono e ritrovano se stessi. Con un budget di dieci milioni di euro e una fotografia elegante e straniante, L'Inconnue conferma Harari come uno degli autori più originali del cinema francese contemporaneo, capace di trattare il desiderio come materia filosofica prima che fisica.
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