L'intelligenza artificiale sta ridefinendo i confini dell'industria per adulti, permettendo la creazione di attori che non esistono realmente o di cloni digitali di persone reali. Secondo l'analisi di Tomás Balmaceda, questi avatares possono interagire con gli utenti in modo permanente, offrendo un modello di business basato sulla disponibilità continua e sull'interazione personalizzata, elementi che le persone fisiche non possono garantire.
Il fenomeno si inserisce in una tradizione storica: il settore dell'entertainment per adulti ha sempre fatto da apripista per l'adozione di nuove tecnologie. Oggi, la IA non solo accelera la produzione, ma genera i protagonisti stessi. Su piattaforme come OnlyFans, i creator stanno iniziando a licenziare i propri doppi digitali per continuare a generare ricavi anche dopo il ritiro, trasformando la propria immagine in un asset digitale attivo.
Un esempio concreto è OChat, una piattaforma che combina IA e contenuto erotico, descritta come il figlio di OnlyFans e OpenAI. Con 400.000 utenti, il 60% dei suoi introiti deriva dai chat privati, confermando che l'interazione è diventata parte centrale del prodotto. Tuttavia, il successo solleva interrogativi etici: mentre il licenziamento consensuale offre nuove opportunità, il rischio dei deepfake non autorizzati rimane una minaccia per la privacy e i diritti di immagine.

Commenti (1)